Tecnica colturale

Innesti negli ortaggi: tecnica, vantaggi e ruolo del substrato

14 Settembre 2025 · Arber Horticulture

Innesti negli ortaggi: tecnica, vantaggi e ruolo del substrato

L’innesto è una pratica consolidata in orticoltura professionale. Consiste nell’unire due porzioni vegetative di piante diverse: il portainnesto, dotato di apparato radicale robusto, e il nesto (o marza), selezionato per la qualità dei frutti. L’obiettivo è ottenere una pianta che combini vigore, resistenza e produttività.

Vantaggi principali

  • maggiore resistenza a patogeni del suolo (es. Fusarium, nematodi)
  • incremento di produttività e qualità dei frutti
  • adattabilità a condizioni difficili (terreni stanchi, salinità, stress idrico)
  • uniformità nella crescita e nella maturazione

Ortaggi più frequentemente innestati

  • Solanacee: pomodoro, melanzana, peperone
  • Cucurbitacee: anguria, melone, cetriolo

Fasi operative

  • scelta dei bionti: portainnesto vigoroso e nesto sano
  • taglio preciso con strumenti sterilizzati
  • unione e fissaggio con clip o elastici
  • cura post-innesto: ambiente umido, luce filtrata, temperatura controllata

Nei vivai specializzati l’innesto è ormai prassi per garantire piante performanti e ridurre l’uso di fitofarmaci. Anche negli orti amatoriali le piantine innestate stanno guadagnando terreno grazie alla loro efficienza agronomica.

Da una recente visita Arber a un vivaio specializzato del sud Italia è emerso un esempio concreto: l’utilizzo di un substrato professionale Arber con fibra di cocco di alta qualità insieme alla torba da blocchi (block-cut) sta dando risultati apprezzati su giovani piante innestate.

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